leopolda 5_tavolo 52

Come vi avevamo già anticipato, nella sessione pomeridiana della Leopolda di sabato scorso si è tenuto il gruppo di lavoro al tavolo 52 sul tema dell’ePayment Divide.

Il gruppo è stato organizzato da Sergio Boccadutri, deputato PD e membro commissione Bilancio e primo firmatario della proposta di legge sull’ePayment.

Al tavolo hanno preso parte Marco Di Cosimo, AD Moneynet (Gruppo Bassilichi) e Geronimo Emili, presidente CashlessWay come discussant e diverse figure legate al modo delle istituzioni della consulenza e dell’imprenditoria.

Di seguito il report di quanto emerso dall’incontro.

SINTESI DEL CONFRONTO

Il tavolo è partito da alcuni dati sulla diffusione delle carte di pagamento, sulle transazioni medie con un confronto con gli altri paesi che vede l’Italia non solo al palo, ma in una  posizione imbarazzante della classifica: per questo possiamo parlare di “ePayment divide”.

L’obiettivo di lavorare per ridurre l’ePayment divide è totalmente coerente con i due obiettivi principali espressi alla Leopolda:

  • constrastare l’evasione fiscale
  • combattere la corruzione 

Le transazioni nocash rappresentano solo il 20% del totale, mentre il costo del contante in Italia è di 8mld di euro l’anno. Pertanto il problema è enorme ed è necessario cominciare a ridurre il livello di contante circolante così da poter individuare le sacche di evasione.

Alcuni spunti usciti dal tavolo oggetto di approfondimento normativo sono:

  • trasparenza dei costi: l’opacità aumenta la diffidenza
  • ridurre i protocolli per aumentare l’interoperabilità tra sistemi di pagamento
  • la pubblica amministrazione deve accettare pagamenti elettronici senza imporre costi aggiuntivi per l’utente (esattamente come fa il merchant)
  • focus su micropagamenti che stimolano, aumentandone l’abitudine,  la confidenza allo strumento e alla sicurezza
  • incentivi per i consumatori per rendere vantaggiosi i pagamenti elettronici non solo economicamente ma anche con modelli premianti (vedi caso lotterie)
  • incentivi per chi accetta pagamenti elettronici con semplificazioni fiscali
  • promuovere campagne di informazione pubblica per dare evidenza dei costi del contante e diffondere dati sulla sicurezza delle transazioni (rischio frode pari a 0,019% operazioni)
  • aumentare l’infrastruttura della rete mobile per diffondere pagamenti via smartphone
  • diversificare l’intervento normativo e regolatorio sulla base delle specificità di alcuni settori economici e professionali.
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