transazioni_contanteContinua la scalata dell’Italia nel panorama dei pagamenti digitali, cresce l’offerta di servizi e prodotti e inizia ad intravedersi sempre più una maggiore apertura culturale all’utilizzo della moneta elettronica.

In Italia l’86% delle transazioni è ancora realizzata con il contante, mentre nel resto d’Europa questa percentuale si ferma al 59%. Luciano Cavazzana, amministratore delegato di Ingenico Italia, nonostante i dati emersi, però, è positivo «il Paese è alle prese con un rapido processo di trasformazione che lascia ben sperare — e continua — una delle principali novità arriva dalla diffusione dei dispositivi mobili, utilizzati ormai per le più disparate funzionalità, tanto far nascere l’interesse per un loro impiego anche in campo retail e bancario — aggiunge Cavazzana — in particolare il loro utilizzo è richiesto di volta in volta come strumento del merchant (tablet in dotazione al cassiere o al personal assistant) o come strumento di identificazione del cliente (smartphone con Nfc in emulazione card)».

La tecnologia già consente di realizzare un’integrazione tra questi dispostivi e i mobile Pos che garantiscono la lettura di ogni strumento di pagamento e la sicurezza nel rispetto delle norme nazionali e internazionali.

«La propensione all’utilizzo di sistemi informatici — soprattutto da parte delle nuove generazioni — per eseguire anche per le più comuni azioni della vita quotidiana sta portando ad una rapida crescita di applicazioni di commercio elettronico, che ora sono messe a disposizione da parte non solo di tutti i retailer virtuali, ma anche di quelli ‘fisici’, che vengono nel Web un nuovo canale commerciale». Una conferma in tal senso arriva dal presidente di Netcomm, consorzio nato proprio per favorire la crescita del commercio elettronico in Italia. Gli e-shopper, cioè coloro che hanno effettuato un acquisto negli ultimi tre mesi, sono passati in tre anni da 9 a oltre 16 milioni. Ammontano a 10 milioni le consegne mensili di prodotti acquistati online dagli italiani e 10 pacchi sono ritirati in un luogo fisico su ogni 100 spediti. «Il settore è in rapido sviluppo e, guardando in prospettiva, un ruolo importante sarà giocato dalle banche come abilitatori dei nuovi strumenti di pagamento — sottolinea Roberto Liscia, presidente del consorzio — i grandi istituti hanno compreso l’importanza dell’e-commerce per lo sviluppo delle imprese loro clienti. Inoltre, la forte relazione di fiducia che le stesse hanno nei confronti dei loro clienti consentirà loro di giocare un forte ruolo sia sul fronte delle imprese, che dei compratori». Una delle ultime novità è il servizio Cbill: «i servizi di pagamento online conosciuti fino a oggi consentono al cliente di una banca di pagare online solo le bollette delle aziende o Pubblica Amministrazione che hanno sottoscritto specifici accordi con il proprio istituto di credito — sottolinea Liliana Fratini Passi, direttore generale del Consorzio Cbi — con il Cbill si va oltre: è sufficiente che le aziende e PA fatturatrici abbiano adottato il servizio per consentire a chiunque abbia un conto online di consultare e pagare su tutti i canali messi a disposizione dalla propria banca (come computer, tablet, smartphone e ATM)». Tra i grandi fatturatori pubblici e privati che hanno già aderito al servizio vi sono Enel Energia ed Enel Servizio Elettrico, l’Azienda Usl 8 Arezzo e il Consorzio della Bonifica Renana, mentre tra gli istituti finanziari il servizio è offerto dal 68,2% dei consorziati, che fino al termine di settembre hanno attivato circa 60.500 operazioni, per un controvalore di 7,8 milioni di euro, ciascuna del valore medio di circa 130 euro. «Numeri destinati ad aumentare tenendo presente che nelle prossime settimane è in programma l’ingresso di altri fatturatori, tra aziende private e pubbliche amministrazioni» aggiunge Fratini Passi.

Fonte: la Repubblica

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